“Pace di tutti i colori”, ep.2

E’ tardi. Maledettamente tardi. Un altro progetto con uno step fondamentale da realizzare entro il 31 gennaio ha preso il sopravvento. Non è una novità per il mio lavoro. Il bello di fare cose varie è che non ci si annoia mai. La contropartita è però il rischio di trovarsi sommersi in alcuni momenti. E’ da diverse settimane che la sensazione di “apnea” non mi abbandona (lavorativamente parlando). E’ ora però di concretizzare , la data posta come “dead line”si fa molto vicina.

Per ora urge mettere a punto questi aspetti:

  • il gruppo di lavoro
  • il repertorio
  • le fasi del lavoro
  • lo spettacolo

Il gruppo di lavoro

Ho in mente questa idea: un gruppo base ed alcuni ospiti. Nel gruppo base ci vedo alcuni capisaldi tra i miei colleghi musicisti: : Federico Lapa alle percussioni, Daniele Torri ai fiati e al canto, Michele Parma alle chitarre. Considero necessario anche l’inserimento di  Fabrizio Flisi, pianista e fisarmonicista di prim’ordine, ed Eros Rambaldi ottimo bassista e/o contrabbassista. Sì, pensavo di non suonare il basso questa volta (sempre che Eros mi dica di sì). Mi voglio dedicare al condurre la serata e a fare da collante tra musicisti che sono comunque più bravi e allenati di me. Cosa suonare lo vedrò al momento, in base al bisogno: chitarra, percussioni, voce, niente…

Poi farei ruotare altri musicisti tra amici ed insegnanti di Piccola Piazza d’Arti:  Linda Cappelloni, Laura Bollini e Sara Soldati come cantanti,  Lucia Solferino al violino, Cristian Giannini alla chitarra,  Chiara Aldrovandi voce, piano o violoncello.

Avevo anche altri “sogni nel cassetto”. Coinvolgere Paola Tezzon, cara amica e bravissima violinista di Crema.  Salvo Farruggio, grande amico e professionista di Catania che suona percussioni e batteria.  Carlo Cabras, anch’egli grande amico e grande chitarrista di Sorso, provincia di Sassari. La distanza non ci aiuta e mi sa che il sogno di poter collaborare con loro lo dovrò rimandare ancora. Resto aperto però a qualunque possibilità

Bene. La lista è lunga e per ora ed ho incassato “solo” il sì di Federico. Da domani inizio a contattare tutti.

Le fasi del lavoro

Sò di avere a che fare con professionisti molto impegnati e di non avere risorse per pensare ad un contributo economico: tutti semplicemente beneficiamo direttamente o indirettamente della visibilità che diamo al nostro polo artistico con questi eventi. Credo di poter contare sulla loro disponibilità, ma non posso abusarne.

Entro febbraio occorre definire il gruppo di lavoro e il repertorio (10 brani al massimo) con già un pensiero di massima elaborato sugli arrangiamenti.

A marzo proporrò di fare 2 prove.  La prima sarà con alcuni elementi del gruppo, in particolare chi mi aiuterà a preparare gli arrangiamenti assieme alle cantanti. Occorre individuare le tonalità e condividere idee sugli arrangiamenti. La seconda prova sarà solo con il gruppo ristretto dei musicisti ai quali avremo fatto inoltrato le tonalità e le partiture e/o le strutture pensate per i brani. Qualche sera prima della data faremo un ultima prova, che se coinvolgerà tutti quelli che ho detto sarà una vera e propria festa. Non riesco ad immaginare tutti questi musicisti riuniti!!! Potrebbe anche essere un disastro se non riuscissimo ad essere estremamente disciplinati… ma occorre rischiare a volte per realizzare qualcosa di bello! Sarà anche l’occasione per preallestire tutto il set up e lasciarlo pronto per la serata di debutto.

Lo spettacolo

Considero una forma di rispetto pensare ad una qualunque performance musicale come qualcosa in cui il primo pensiero sia rivolto al pubblico. Mi piace questa modalità che ho capito essere appannaggio della “scuola americana”. Non mi piace la spocchia di alcuni musicisti che, solo per il fatto di essere loro sul palco, magari vestiti male, incapaci di accompagnare il pubblico in ciò che vanno facendo, peggio ancora se sotto l’effetto di alcol eccessivo, pretendono attenzione e riconoscimento. E’ un lungo discorso e magari lo riprenderemo. Vediamo però come posso  realizzare al meglio questo proposito.

Video. Ipotizzo la presenza di molti brani in lingua straniera. Sarebbe necessario quindi proiettarne le traduzioni. A quel punto assieme alle parole  si può inserire anche qualche cos’altro di creativo. Il pensiero corre al testo “L’abicì della guerra” di Brecht come modello. Occorre che sviluppi questa idea. Piccola Piazza d’Arti ha una dotazione interessante di device video: 3 schermi, 3 videoproiettori, una scheda Matrox Triple Head 2Go e vari accessori. Mi piacerebbe sfruttarli. Soprattutto c’è il mitico Marco Casi, un supertecnico competente in tantissimi campi (dalla navigazione aerospaziale alla saldatura del jack!), di quelli che vorresti avere sempre con te, con grande esperienza, ma, soprattuto, grande pazienza!

Luci. Giancarlo Frau è il nostro uomo! Grande creatività ed estro. Spero sia disponibile e di riuscire a portarlo giù dalla provincia di Milano.

Audio. L’audio non dev’essere eccessivamente elaborato. Lo spazio a Piccola Piazza d’Arti è poco. Occorre solo rinforzare ciò che ne ha bisogno e poi “lasciar fluire” il suono come lo fanno i musicisti. Magari Marco riesce a seguire lui questo aspetto. Gliene parlerò

Altre performance. Un brano di quelli che mi frulla in mente è anche una danza popolare: chissà se riesco a coinvolgere  Miriam  Febei e i corsisti del venerdì sera che seguono il suo laboratorio di danze popolari.

Ultimi, ma non meno importanti, ci sono Marco Brambini ed Emanuela Frisoni, i nostri esperti di teatro. Una loro supervisione dell’idea generale e qualche loro incursione potrebbe impreziosire il tutto.

Mi sembra abbastanza per ora… del repertorio parliamo in un prossimo post.

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